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GP Catalunya 2019, Yamaha e Honda: le due facce della MotoGP

Honda e Yamaha, i due volti del Motomondiale. La prima vince solo con Marquez, la seconda non vince nemmeno con Rossi. La prima sembra fatta su misura per il fenomeno spagnolo, la seconda talvolta sorprende anche in mani meno esperte. Come quelle di Quartararo e Morbidellli due promesse che ogni tanto si piazzano davanti agli ufficiali in prova e in qualifica.

Contraddizioni a confronto, perché ciascuna delle due case in fondo invida qualcosa dell’altra. Dipendere da un pilota ricorda la vicenda del Rossi imbattibile dal 2001 al 2003 in sella alle moto dell’Ala Dorata. Finì con un divorzio perché la casa giapponese ha sempre anteposto il primato tecnico alle virtù dei suoi campioni. La Honda di oggi è costretta a digerire la supremazia dell’unico pilota capace di assicurarle il successo e le difficoltà di adattamento alla RCV incontrate fin qui da Lorenzo non fanno che amplificare il problema.

Dall’altra parte la Yamaha insegue un ruolo da protagonista, mai messo in discussione fino all’ultimo titolo vinto con il maiorchino nel 2015. Le proverbiali caratteristiche delle sue quattro cilindri, guidabilità e maneggevolezza, fino a ieri sufficienti a imporsi sulla concorrenza, oggi si scontrano con le carenze motoristiche messe in luce dal confronto con Honda e Ducati. Che tra le due realtà giapponesi è forse quella che ha trovato l’equilibrio migliore.



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