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PI: Aghi ‘esplosivi’ per le analisi del sangue: l’idea di Verily

Tra la miriade di progetti e iniziative che fanno capo ad Alphabet – la parent company che tra gli altri controlla anche Google – c’è un team chiamato Verily e impegnato in attività di ricerca inerenti l’ambito medico. Una squadra guidata da Brian Otis, docente dell’Università di Washington, che sperimenta l’impiego di tecnologie innovative e non convenzionali per la tutela e il monitoraggio della salute. Tra queste anche un dispositivo indossabile per il prelievo del sangue.

Alcune fonti hanno riferito alla redazione di CNBC di un prototipo dall’aspetto del tutto simile a un orologio, dunque da tenere al polso, contenente quelli che possono essere descritti come degli “aghi esplosivi”, che a intervalli prestabiliti penetrano la cute di chi lo indossa prelevando un campione di tessuto, per poi ritrarsi mediante un sistema magnetico. Il tutto, si spera, in modo indolore. Il sangue così estratto viene conservato all’interno del device e analizzato, con l’invio dell’esito in modalità wireless.

Un approccio di questo tipo potrebbe tornare utile per l’osservazione costante dei pazienti coinvolti in trial clinici senza obbligarli a recarsi in un luogo specifico per il prelievo oppure per monitorare lo stato di salute dei degenti ospedalizzati sollevando il personale dall’obbligo di effettuare ogni volta l’operazione. Prima che un dispositivo simile possa essere impiegato su larga scala o a livello commerciale servirà però l’ottenimento di autorizzazioni da parte di enti come la FDA statunitense. Non si pensi dunque a una soluzione applicabile nell’immediato futuro.

Quella di Verily è una visione, un moonshot come si è soliti dire in quel di Mountain View, il tentativo di cercare la soluzione a un problema con metodi non convenzionali. Google aveva depositato già nel 2015 un brevetto intitolato Needle-Free Blood Draw e contenente la descrizione di un sistema per il prelievo del sangue basato sull’utilizzo di un piccolo cilindro e gas ad elevata pressione, per creare un microforo sulla pelle senza ricorrere alle tradizionali siringhe. Un metodo che richiama alla mente quello sperimentato fin dal 2003 dall’imprenditrice Elizabeth Holmes con il suo discusso progetto Theranos.

Tra le altre avveniristiche iniziative messe in campo dal team ci sono anche la realizzazione di lenti a contatto in grado di effettuare per la misurazione del livello di glicemia nei pazienti diabetici e il tentativo di contrastare la diffusione di patologie trasmesse dalle zanzare mediante il rilascio di insetti resi sterili nel loro habitat.

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