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Italia e USA, moniti contro le criptovalute

Le banche centrali iniziano a muoversi, tanto in Italia quanto negli USA, per imporre un regime più garantista al mondo delle criptovalute. Mentre in Italia si tratta al momento più di un monito, negli USA la SEC ha invece messo a segno un importante giro di vite fermando l’ICO della Titanium.

In Italia

Le parole di Ignazio Visco, governatore della Banca d’Italia, tuonano contro la “diffusione non controllata di criptoattività” lanciando un monito esplicito: “uno sviluppo dell’intermediazione bancaria, se non adeguatamente controllato, può anche costituire un fattore di rischio”. Il timore di Visco è che il problema possa diventare sistemico e il rischio endemico, minando l’economia ben oltre l’ipotetica bolla delle criptovalute.

Nelle parole di Visco non c’è una accusa alle criptovalute in sé, il che rappresenta un elemento fondamentale per comprendere le preoccupazioni di Palazzo Cock: il problema è la scarna regolamentazione del comparto, la mancanza di consapevolezza negli investitori e probabilmente un eccessivo entusiasmo che spesso porta a grandi spostamenti di valute anche al netto di gravi lacune in termini di trasparenza. Ancora Visco: “le nuove tecnologie accrescono la produttività e ampliano la possibilità di scelta, ma è necessario porre la dovuta attenzione alle possibili conseguenze negative. (…) Le banche centrali e gli organi di supervisione sono impegnati, a fianco di altre autorità e degli intermediari, nello sforzo di mantenere la sicurezza informatica.”

Parole mirate, orientate alla severità dell’approccio: “una diffusione non controllata di cripto-attività può comportare rischi per la protezione del consumatore e favorire attività illecite. In prospettiva può costituire una minaccia per la stabilità finanziaria.

Negli USA

In contemporanea alle parole di Visco la SEC agiva negli States contro la Titanium Blockchain Infrastructure Services ed il suo CEO Michael Stollaire. In queste ore è semplice trovare online molte interviste a Stollaire con cui viene raccontata la sua esperienza nel mondo della Blockchain ed i suoi paventati legami con aziende del calibro di Walt Disney, Verizon, Intel, IBM, McDonalds, PayPal, Boeing, Apple, Microsoft, eBay. Alcune di queste sarebbero state coinvolte direttamente nel lancio di Titanium, o almeno questo è quanto indicato dal team di Stollaire. La SEC ha però voluto vederci chiaro ed è infine intervenuta: il sito Titanium avrebbe riportato informazioni fasulle utilizzate per dar vita ad uno schema fraudolento. La SEC ha ottenuto così il blocco immediato degli asset, stimando una raccolta che era già giunta a 21 milioni di dollari.

Anche dalla SEC giunge pertanto medesimo consiglio del governatore Visco: “avendo molti casi relativi a ICO fraudolente, incoraggiamo nuovamente gli investitori ad essere estremamente cauti quando tengono in considerazione questo tipo di investimenti”. L’accusa della SEC è stata depositata contro Michael Alan Stollery (aka “Stollaire”) e la sua EHI Internetwork and Systems Management Inc.

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