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Vinicius, dalla squadra B al gol: così il brasiliano si è preso il Real Madrid

Ne parlano tutti ma resta in Primavera, mistero in casa Real: “Dov’è finito Vinicius?”. Oppure: “Che fine ha fatto il baby fenomeno?”. Solo Castilla con Solari, gioie e dolori: 4 gol, una punizione da chapeau e un morso a un avversario durante il derby. Primi mesi in chiaroscuro per Vinicius. Il Real lo acquista per 45 milioni nel 2016, tant’è che il “menino” del Flamengo diventa l’Under 18 più costoso al mondo a 16 anni. Meglio di Ronaldo, Cassano, Pato e soprattutto Rooney, che fino al suo arrivo deteneva il record di “teenager d’oro”. Numeri da predestinato, classe 2000, l’aspetattiva di chi deve spaccare il mondo, ma poche presenze in Liga e nessuna chance da Lopetegui, un dilemma di mercato. Poi la svolta: Julen esonerato, dentro Solari, il suo ex allenatore in Primavera. Tutto cambia.

Vinicius ringrazia Solari

Vinicius si è preso il Real grazie a Solari – promosso alla guida dei Blancos dopo l’esonero di Lopetegui – tant’è che Marca l’ha celebrato come si deve in prima pagina: “Vinicius cambia la suerte al Madrid”. Con tanto di foto in primo piano. Traduzione intuibile: il brasiliano entra in campo a 15′ dalla fine e cambia la partita contro il Valladolid, rete del vantaggio e vittoria finale per 2-0, chiusa da un gol di Ramos. Tutto in appena un quarto d’ora. Solari si frega le mani, ora la stella brilla forte. Protagonista anche in Coppa del Re contro il Melilla, 2 assist decisivi nel 4-0. 

Chi è Vinicius, dal futsal al Bernabeu

Un classico dal Brasile: la maggior parte dei ragazzini inizia a giocare a futsal ancor prima che a undici. Storie di vita e di strada, perché quando cresci per le “ruas” è inevitabile confrontarsi in quel contesto: “Giocavo sempre, non ero mai casa. Tornavo soltanto per giocare a Fifa con gli amici o per mangiare”. Due fratelli, una sorella e uno zio speciale, il primo a trasmettergli l’amore per il pallone: “Ho vissuto con lui ai tempi del Flamengo, la mia famiglia non poteva permettersi di trasferirsi”. A 6 anni è già il più forte della squadra, tant’è che il padre capisce che per il futsal è sprecato e lo porta a fare un provino con il Flamengo. Il primo giorno lo mettono in difesa, terzino sinistro, ma è un “errore” che dura poco: Vinicius diventa subito attaccante e non esce più, gioca sia esterno che prima punta. Numeri da predestinato – debutta nel 2017 a 17 anni e firma il suo primo contratto giovanile addirittura a 10 – e paragoni importanti. Anche ingombranti forse: Robinho, Neymar, anche Pelè. Ma la testa resta bassa, come gli hanno insegnato in famiglia. O magari per strada, tra le vie del suo paese. Vinicius ha iniziato proprio così, tra tocchi di suola e numeri in strada per dimostrare ai “grandi” di essere il più forte, oggi gioca al Bernabeu. Poteva scegliere il Manchester United, ma optò per il Real anche grazie al consiglio di suo zio: “Lo chiamai e gli dissi che doveva decidere”. Vinicius ci pensa, riflette qualche minuto e poi risponde: “Hala Madrid”. Più chiaro di così…



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